Blog

DIVAGAZIONE SEMI-GIURIDICHE/4 – HENRY DAVID THOREAU AL FORO ITALICO

Aveva aspettato con impazienza quel 13 maggio del 2021. Si era affrettato a comprare il biglietto per gli Internazionali d’Italia di tennis non appena si era appreso che da quel giorno, sia pure a capienza ridotta, gli incontri si potevano svolgere con le tribune aperte al pubblico.

Non vedeva l’ora di assaporare il ritorno ad una vita semi-normale dopo le lunghe clausure dovute al COVID-19 e così, attraversato di corsa il Ponte Duca d’Aosta, si era presentato al Foro Italico con buon anticipo rispetto all’orario di ingresso. Mascherina FFP2 richiesta dagli organizzatori, biglietto elettronico, qr code e tutto quello che serviva per entrare e guadagnò il proprio posto sulle tribune del Grand Stand per assistere al terzo turno maschile, programma serale quasi risorgimentale, il piemontese Sonego contro il temibile austriaco Thiem, n.4 del mondo.

La scarsa propensione per il diritto non gli aveva permesso di notare che, in calce al biglietto acquistato in modalità “print at home”, era scritto a chiare lettere che sì, il virus non amava il tennis, è vero, e quindi si poteva assistere agli incontri, ma dopo le 22 bisognava comunque sloggiare perché il virus desiderava godersi le notti primaverili romane in santa pace senza troppi esseri umani in giro: “ATTENZIONE Si informa che non sarà consentito permanere all’interno dell’impianto sportivo sito presso il Parco del Foro Italico di Roma e nelle aree a questo adiacenti (l’Impianto), oltre le ore 22:00, al fine di consentire il rispetto dei limiti orari alla mobilità disposti dalla Pubblica Autorità, come da proroga contenuta nel Decreto Legge 22 aprile 2021, n. 52. Nel caso in cui gli incontri di tennis programmati in quel giorno non siano conclusi, l’utente sarà comunque tenuto a lasciare l’Impianto, senza poter vantare rimborsi o indennizzi al di fuori di quanto previsto al § 6 delle “Condizioni generali per la vendita dei biglietti e per l’accesso all’Impianto”.

La partita era entusiasmante: 6-4 Sonego primo set, 7-6 Thiem secondo set.

Quando già stava assaporando l’inizio del terzo decisivo set, erano circa le 21,30, arrivò l’annuncio che raggelò il pubblico presente: le norme per il contenimento della diffusione del virus…, la massima collaborazione…, il d.p.c.m. …, l’appello alla responsabilità di ognuno…, il diritto (!) al ritorno presso la propria abitazione entro le ore 22…, insomma tutti-a-casa,dajeeeeee…

I giocatori si presero una pausa e tornarono negli spogliatoi, quasi a voler alleviare al pubblico la sofferenza per l’uscita, qualche spettatore iniziò a fischiare, qualche altro si era ormai rassegnato, gli steward con gentile risolutezza invitavano le persone ad affrettarsi a rispettare la normativa.

Fu in quel momento che qualcosa gli scattò in testa, gli montò la rabbia contro l’ingiustizia che stavano subendo, forse fu il ricordo dell’irascibilità di John McEnroe contro le decisioni a suo dire errate del giudice di sedia, forse le racchette spaccate da Snoopy nelle vignette in cui perde giocando a tennis, forse fu addirittura il ricordo della lettura, all’epoca degli studi di scienze politiche, di Disobbedienza Civile di Henry David Thoreau “Capii anche che lo Stato era un idiota, un timorato al pari di una donnina nubile in mezzo all’argenteria, incapace di distinguere i suoi amici dai suoi nemici, e così finii col perdere del tutto il rispetto che m’era rimasto nei suoi confronti, e lo compatii. Lo Stato, dunque, non si misura mai direttamente con la sensibilità d’un uomo, intellettuale o morale, ma solo con il suo corpo, con i suoi sensi. Esso non è dotato d’intelligenza o onestà superiore, ma solo di superiore forza fisica. … È così che la massa degli uomini serve lo Stato, non come uomini coraggiosi ma come macchine, con il loro corpo. …. Nella maggioranza dei casi non c’è nessun libero esercizio del giudizio e del senso morale, sono al livello del legno, della terra, delle pietre. Suppongo che se facessimo degli uomini di legno sarebbero altrettanto utili. È un tipo d’uomo che non richiede maggior rispetto che se fosse fatto di paglia o di un impacco di sterco. Ha lo stesso valore dei cani e dei cavalli. E tuttavia, normalmente, quegli uomini sono considerati buoni cittadini. Altri – come la maggioranza dei legislatori, dei politicanti, degli avvocati, dei preti e dei tenutari di cariche – servono lo Stato soprattutto in base a ragionamenti astratti; e poiché fanno assai di rado distinzioni morali, hanno la stessa probabilità di servire Dio che, senza volerlo, di servire il diavolo”.

Insomma, qualunque fosse il motivo scatenante, decise d’impulso di scostare con uno spintone lo steward che gli si stava avvicinando per sollecitarlo ad uscire, scese i gradini, scavalcò la bassa balaustra ed entrò in campo, si sdraiò sulla terra rossa e cominciò ad agitare braccia e gambe come fanno i bambini sulla neve quando fanno l’angelo.

I solchi sulla terra rossa erano troppo evidenti, così due uomini della sicurezza decisero di avventarsi su di lui quando, improvvisamente, un ragazzo ancora sugli spalti stappò il tubo di official tournament balls comprato al fan shop e, con due perfetti lanci, colpì i due steward alla testa, permettendogli così di darsi alla fuga.

In suo soccorso, per distrarre la sicurezza, una ragazza si levò maglietta e reggiseno e corse per il campo braccata da treinseguitori, il poco pubblico ancora presente sugli spalti cominciò a scrosciare applausi per la ragazza e ad inveire contro i vigilantes “ci aveeeee-te roootto il cazzo! ci aveeeete rotto il ca-aaaa-zzo!”.

La situazione era fuori controllo, così fu allertata la forza pubblica.

Il governo inviò due “dragons”, nuovissimi modelli di elicottero appartenenti al Raggruppamento Aeromobili Carabinieri, che sorvolarono il Foro Italico e intimarono il pubblico al ripristino dell’ordine “whatever it takes” entro 10 minuti e in cambio, in via del tutto eccezionale, l’incontro di tennis sarebbe ripreso alla presenza degli spettatori sugli spalti. 

Un boato di gioia accolse l’annuncio.

Risistemato il campo, Sonego e Thiem uscirono dagli spogliatoi e, dopo il riscaldamento, diedero vita ad un appassionante terzo ed ultimo set, conclusosi, tra le urla festanti del pubblico, con la vittoria, ancora una volta, di un italiano sull’austriaco per 7-6 al tie-break dopo 3h e 24 minuti.

“Aleeeee – oh -ohhhhh” … “aleeeee – oh- ohhhhhh” , pubblico, stewards e carabinieri abbracciati, inneggiarono alla vittoria ed alla ritrovata concordia e i dragons ritornarono alla base, soddisfatti per la capacità di ripresa e resilienza mostrate di fronte alla rivolta.

Ritrovò la ragazza che aveva sfoggiato il topless per salvarlo, si abbracciarono e si fecero un selfie assieme ad uno degli steward. Tutti e tre indossavano la mascherina.

Poi si risvegliò improvvisamente sul divano, la tv accesa, era mezzanotte, la partita di tennis era ormai finita, si era addormentato. Controllò il risultato sull’app del telefono, “cazzo!” disse, poi spense la tv e andò a letto. Il giorno dopo avrebbe dovuto svegliarsi presto.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi