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LA DICHIARAZIONE DI SUCCESSIONE

LA DICHIARAZIONE DI SUCCESSIONE

COS’E’: La dichiarazione di successione è un adempimento di natura fiscale per comunicare all’Agenzia delle Entrate qual è l’asse ereditario del defunto in modo che la stessa calcoli le imposte di successione per gli eredi. Deve essere presentata in tutti i casi in cui la persona -italiana o straniera- defunta abbia dei beni in Italia anche se gli eredi risiedono all’estero e/o sono cittadini stranieri.

QUANDO: La dichiarazione di successione deve essere presentata entro 12 mesi dall’apertura della successione.

È obbligatorio procedere alla dichiarazione di successione quando nell’asse ereditario vi siano uno o più beni immobili o diritti reali immobiliari (è anche possibile chiedere contestualmente alla presentazione della dichiarazione di successione la voltura catastale con conseguente aggiornamento del Catasto) oppure se l’attivo ereditario ha un valore superiore €.100.000,00. Quando c’è l’obbligo di presentare la dichiarazione di successione, normalmente la stessa viene richiesta anche dagli istituti di credito e da Poste Italiane per lo svincolo di somme presenti su conti correnti/depositi titoli che vengono bloccati a seguito della comunicazione di decesso del titolare.

COME: A partire dal 01/01/2019 è obbligatorio presentarla in forma telematica. Lo studio è abilitato a tale attività. Chiedi un preventivo utilizzando il form dei contatti presente sul sito.

COSA INSERIRE: Nella dichiarazione di successione vengono indicati gli attivi ed i passivi comunicati dagli eredi: lo studio affianca i clienti nell’attività di ricostruzione dell’asse ereditario che può essere particolarmente complicata soprattutto se non si avevano contatti con il de cuius ovvero se si risiede all’estero. Attenzione: per il cittadino italiano residente all’estero ovvero per il cittadino straniero residente all’estero con beni in Italia, nella dichiarazione di successione devono essere indicati solo i beni presenti sul territorio italiano.

IMPOSTE: ci sono due tipologie di imposte:

1) quelle ipotecarie e catastali e tributi conseguenziali, che riguardano gli immobili caduti in successione e devono essere pagate al momento della presentazione della dichiarazione di successione: nel predisporre la dichiarazione di successione deve essere inserito il codice IBAN del conto corrente bancario da cui il sistema dell’Agenzia delle Entrate preleverà le imposte catastale, ipotecaria, di bollo, delle Conservatorie e tributi speciali. Le imposte ipotecarie e catastali sono rispettivamente del 2% e dell’1% del valore catastale dell’immobile (salvo il caso in cui un’erede possa esercitare l’opzione prima casa con conseguente abbattimento delle imposte a favore di tutti gli eventuali coeredi).

2) imposta di successione: è una imposta che si paga su quanto ricevuto in eredità. Una volta depositata telematicamente la dichiarazione di successione, l’Agenzia delle Entrate, fatti i dovuti controlli, invia agli eredi una comunicazione in cui quantifica l’imposta di successione che quindi è una imposta diversa e ulteriore rispetto all’imposta catastale e ipotecaria (che si pagano subito ma solo se entra in successione uno o più immobili).

L’imposta di successione VARIA a seconda del grado di parentela. In particolare sono previste soglie di esenzione e percentuali crescenti in base al grado di parentela.